Tiziano Andreatta in esclusiva per Sold Out: “Campionato ricco di talento”

Risorgere dalla ceneri è quanto di più difficile possa succedere, non solo nello sport, ma nella vita. Per il beach volley italiano gli ultimi sei mesi di blocco sono stati estremamente pesanti e penalizzanti, ma finalmente si può sorridere. Difatti il duo Andrea Abbiati-Tiziano Andreatta ha trionfato nella prima tappa del World Tour a Lubiana. Un’emozione forte per loro, una vittoria fondamentale per il nostro paese. Ritrovare l’entusiasmo per un movimento intero in questo momento è stato importante, e adesso bisogna continuare a stupire.

Proprio oggi è iniziato il campionato italiano assoluto di Caorle, dal quale usciranno i nomi dei campioni di beach volley 2020. La competizione durerà fino al 30 agosto, per spodestare le coppie vincitrici della passato stagione( Ranghieri-Ingrosso al maschile, Toti-Allegretti al femminile, ma entrambe non più in coppia insieme). Di questo, e di molto altro, ne abbiamo parlato proprio in esclusivo con Tiziano Andreatta.

ORGOGLIO AZZURRO A LUBIANA

Ciao Tiziano! Dopo mesi di difficoltà per tutto il movimento tu ed Andrea(Abbiati) avete portato a casa una grande vittoria a Lubiana. Che emozione è stata per voi?

“Beh è stata una vittoria incredibile. Francamente non ce lo aspettavamo, visto come l’Italia fosse uno dei pochi paesi in cui non si era ancora ripreso. Non potendo confrontarsi in partite anche non ufficiali, c’era il serio rischio di subire la condizione fisica delle altre nazioni. Invece non è andata così. Poter tornare a giocare è stato bello, vincere addirittura magnifico. Questo è stato il nostro primo oro, dopo un solo terzo posto nel 2018. Il cammino poi è stato sorprendente. Abbiamo fatto più di uno scalpo durante la manifestazione, per poi superarci in finale. Battere una coppia così rodata e pronta sia tecnicamente che tatticamente  ci ha sicuramente dato grande fiducia anche per il futuro. Infine venir trasmessi sulla Rai in finale, dove mi hanno potuto seguire amici e parenti, tra cui i miei nonni che non mi avevano mai visto, ha addolcito ancor di più il tutto.”

Nonostante il primo posto non avete ottenuto punti, visto come molte nazioni non siano potute venire a causa del Covid-19- Credi che così la corsa al World Tour possa falsarsi un po’?

“Sì questo è vero, ma essendo comunque un torneo ad una stella non ci avrebbe garantito grandi numeri in classifica. Più che altro ci dispiace perché avremmo avuto molte più chance in ottica Europei. Difatti a settembre ci sarà la competizione continentale in Lettonia, e noi siamo rimasti fuori. Più in generale credo che però la decisione sia giusta. Non si possono assegnare punti in manifestazioni in cui ad alcuni atleti è stata vietata la partecipazione. Seppur rigide e severe, bisogna rispettare le decisioni degli organi dirigenti e pensare in primis alle questioni sanitarie. Prima dell’arrivo di un vaccino penso andranno molto cauti nell’roganizzazione dei tornei. Ad oggi sono stati ufficializzati solo tornei ad una stella come in Austria e a Montpellier, e per quelli più importanti si aspetterà il nuovo anno.  Per quanto riguarda il Wolrd Tour invece credo che ne terranno conto di queste vittorie per la volata finale.”

Negli anni tu ed Abbiati siete cresciuti molto come coppia, fino a raggiungere risultati importanti come quello di Lubiana. Qual è l’aspetto in cui vi sentite più forti e migliorati?

“Io e Andrea nelle ultime stagioni abbiamo affinato una grande chimica in campo, a cui abbiamo aggiunto miglioramenti tecnici. Di certo, al centro Quanta Club di Milano in cui ci alleniamo, abbiamo lavorato molto la possibilità di allungare durante la partita e creare dei break. Ovviamente per giocare al meglio è necessario un grande equilibrio in ogni coppia al mondo.”

UN MOVIMENTO CHE STA CRESCENDO

Oggi inizia la tappa di Caorle, in cui verranno assegnati i titoli per il campionato italiano assoluto. Pensi sia stata la scelta giusta giocarsi tutto in un solo evento, e quale pensi sia il livello tecnico?

“Non appena ho visto la lista ufficiale dei partecipanti, mi sono reso conto che quest’anno si fa sul serio. Di talento ce n’è tanto e tutti vorranno mettersi in mostra. Anche coppie della nazionale molto agguerrite, su tutte Nicolai-Lupo. Giocare in un torneo unico ed assegnare lo scudetto non fa piacere a nessuno. Credo che ogni squadra volesse il solito circuito di eventi, per affrontarci in più occasioni ma non è stato possibile. Però allo stesso tempo, vedendo la situazione attuale e la pandemia, forse più di così non si poteva fare. Anche la Federazione, almeno spero e credo, ha fatto il possibile. Ho sentito più volte delle critiche, con voci forti che hanno contestato il fatto di non aver osato molto con il beach volley, ma non so quanto possa esser colpa della FIPAV. L’unico errore è stato quello di includere questo sport in quelli di contatto da parte del Comitato Scientifico.”

Per quanto riguarda la categoria maschile ultimamente il livello si è alzato molto. Oltre ai soliti Nicolai-Lupo e Rossi-Carambula si sono distinti anche i giovani Windish-Cottafava. Oltre a loro anche i vari Ranghieri, i fratelli Ingrosso e infine voi. Pensi sia uno dei momenti più alti di questa disciplina in Italia?

“Il livello maschile di questo campionato è alto. Molte delle coppie potranno raggiungere risultati importanti anche in campo internazionale. Per il futuro si può ben sperare, anche se siamo ancora indietro rispetto agli altri paesi su una componente: investire sui giovani, ma anche da minorenni. Quanto vai a giocare all’estero ti trovi davanti giocatori fatti e finiti già a 18-19 anni, mentre da noi è difficile che succeda. Forse dipende anche dal fatto che le federazioni di pallavolo e beach volley si siano unite, e dei ragazzi prestanti fisicamente partono dalla pallavolo per poi spostarsi al massimo sulla sabbia. Soprattutto dal momento che questa disciplina è dispendiosa, vista la difficoltà e il costo nel praticarla. Se non vivi al mare ci sono pochi centri d’allenamento in città più grandi.”

L’anno scorso la pubblicità del World Tour a Roma è stata molto criticata. Credi sia necessario investire maggiormente da parte di televisioni e cordate pubbliche e private in questo sport, visto anche l’affetto tra le persone per il beach volley?

“Senza ombra di dubbio. Una maggiore pubblicità e copertura, sia social che televisiva, potrebbe aiutare questo movimento a crescere, e speriamo che presto se ne rendano conto. Negli altri anni quando Eurosport e Sky Sport acquisivano i diritti delle semifinali e delle finali di una tappa, vietavano di fare le dirette streaming o social delle altre partite, che così rimanevano all’oscuro. La pubblicità multimediale invece fa molto. Tra l’altro quest’evento sarà a porte chiuse, quindi un ulteriore banco di prova per vedere come sarà gestita la condivisione dell’evento, anche se ad oggi si parla nuovamente solo di semifinali e finali. La maggiore visibilità aiuterebbe anche noi nel circuito, e soprattutto i nostri sponsor. Già siamo uno sport minore e “povero” dal punto di vista dei montepremi, e non vedo perché non si debba puntare sui social anche per nuovi sponsor. Difatti senza di quelli o sei in nazionale o non riesci ad andare avanti”.

Ringraziamo Tiziano Andreatta per la sua disponibilità e gli auguriamo un grosso in bocca al lupo per il campionato assoluto di Caorle.

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