Beach Volley, si riparte! Le parole di Tomassi per Sold Out: “Siamo carichi ma attenzione”

Finalmente si ricomincia! Dopo sei mesi di lunga attesa si potrà riprendere a giocare anche sulla sabbia, con lo spettacolo del beach volley. La prima tappa del World Tour è quella di Lubiana, per un torneo a 1 stella. In Slovenia le coppie si sfideranno da oggi fino al 2 agosto, per decretare il primo vincitore internazionale. Molte però saranno le novità. In primis le assenze. Difatti la FIBV ha deciso che potranno partecipare esclusivamente paesi europei per la questione Covid, tagliando così fuori dalla competizione alcune atlete americane, e non solo, che si erano iscritte diversi mesi fa. Da ciò la scelta di non assegnare punti in questa tappa, cosa che però potrebbe falsare la corsa durante il mondiale, nonché quella verso altri trofei di livello.

Nonostante questo, lo spettacolo è garantito. Diversi saranno i nomi importanti nel main draw per entrambe le categorie. L’Italia sarà rappresentata da ben dieci coppie, cinque al maschile e cinque al femminile. Di tutto questo ne abbiamo parlato in esclusiva con Luca Tomassi, presidente e allenatore dell’Urban Beach– una delle principali società di beach volley a livello romano e nazionale- laureatosi campione d’Italia lo scorso anno con il duo Toti-Allegretti. Il coach, che sarà presente a Lubiana con due team, ci ha fatto conoscere le sue idee sulla ripartenza, andando a fondo sulle chance degli azzurri in questa manifestazione.

LA RIPRESA E I NUOVI OBIETTIVI

Dopo sei mesi finalmente si torna a giocare anche sulla sabbia, con la tappa di Lubiana. La qualità sarà presente, quali sono le aspettative?

“Di certo è una bella notizia per tutto il movimento, italiano e non, poter tornare a calcare i campi da gioco, ma ci sono anche altre questioni. Questo torneo, nonostante la qualità, sarà di pieno rodaggio visto come tutte le atlete, anche le più quotate, sono rimaste ferme per molto. In Italia siamo stati fortemente condizionati dal rigido protocollo della FIBAV, quindi siamo solo all’inizio di un lungo percorso. Personalmente mi concentrerò in maniera particolare sullo sviluppo del gioco e della condizione fisica, anche perché noi ci presentiamo con due coppie nuove. Più in generale ci saranno match molto interessanti, con la competizione che fungerà da banco di prova per la FIBV in modo da valutare come sviluppare al meglio questi Mondiali.”

A causa del Covid-19 la federazione ha deciso di bloccare la partecipazione di atleti non europei, ma anche di paesi continentali con numeri di contagi alti(Romania,Serbia), scegliendo anche di non assegnare punti per questo motivo. Pensi che bisognerà prendere in considerazione l’idea di fare tappe per il mondiale con soli atleti del continente o aspettare?

“Questo, attualmente, è il problema più importante. Parliamo di una tappa ad 1 stella, in cui i primissimi di questo sport non vengono, ma si erano iscritte atlete dagli Stati Uniti, che non potranno partecipare. La Federazione ha deciso anche di bloccare le squadre romene, e sono d’accordo sul fatto che le questioni sanitarie vadano messe prima di tutto, ma bisogna porsi questa domanda. Al momento va bene non assegnare punti, ma a lungo andare può essere deleterio. Queste competizioni, oltre che per arrivare alle fasi finali del World Tour Championship(Mondiali), servono per definire classifiche e graduatorie in ottica Europei ed Olimpiadi. Serve una decisione rapida altrimenti le coppie penalizzate, nonostante le loro prestazioni, saranno molte.”

In questa tappa ci saranno dieci coppie per l’Italia, la seconda nazione più rappresentata dopo la Slovenia padrona di casa. Quali crede siano le possibilità per gli azzurri di andare avanti?

“Come ho detto prima, porsi grandi obiettivi all’inizio rischia di essere controproducente. I giocatori non scendono sulla sabbia da tanto, e gli scenari sono tantissimi. Però ci sono buone possibilità. Nel territorio maschile Jakob Windish e Samuele Cottafava rappresentano il futuro del nostro sport. Sono una coppia molto affiatata, i degni eredi di Nicolai-Lupo e di certo si presentano come i favoriti. Mi intriga molto anche il duo Andreatta-Abbiati, tra quelli non appartenenti alla nazionale. Hanno vinto diversi tornei e sono pronti per cimentarsi in competizioni del genere. Per la femminile invece occhio anche a Margherita Bianchin e Claudia Scampoli, che così come le nostre squadre sono una coppia nuova, ma hanno già dimostrato singolarmente il loro livello.”

URBAN BEACH

Più nello specifico della sua società-Urban Beach- ci saranno due coppie; tra queste la campionessa Giulia Toti, con la nuova compagna Agata Zuccarelli, per anni nel giro della nazionale. L’altra invece è un team, anch’esso nuovo di zecca: Annibalini-Calì. Dove pensa che possano arrivare?

“I margini per fare bene ci sono. Entrambe sono coppie nuove quindi va creato anche il giusto feeling. Il team Toti-Zucarelli è molto forte, con giocatrici che non hanno mai giocato insieme e allo stesso dotate di un curriculum di grande rispetto. Penso che sicuramente il loro piazzamento nella competizione potrà essere alto. Ovviamente, essendo una nuova copia, andrà trovato quell’equilibrio tattico, mentale e fisico in grado di farle esprimere al meglio. L’altra nostra squadra invece parte dalle qualificazioni per entrare nel tabellone. Domani faremo i match decisivi e vedremo i risultati. Mi sento di dire che la prima sfida con le ungheresi la porteremo a casa, per poi vedercela, probabilmente, con un’altra coppia italiana. Sarà brutto sfidare proprio loro, ma almeno sono giocatrici che conosciamo meglio”.

TRA I RICORDI DEL PASSATO, E QUALCHE AVVERTIMENTO

Spostandoci alla stagione passata, si sente ancora profumo di scudetto. Quali sono le emozioni che conserva dalla vittoria di Caorle dell’anno passato?

“Caorle per me rappresenterà sempre un posto speciale. Due anni fa vincevamo la Coppa Italia, per poi portarci a casa lo scudetto assoluto, il primo per noi. Avevo già vinto con Giulia(Toti) il campionato italiano indoor, mentre con Jessica(Allegretti) quello u21. Ma l’assoluto mai. Un’emozione unica. Vincere il campionato italiano era un sogno irrealizzabile; invece abbiamo battuto anche le coppie della nazionale, chiudendo davanti a tutti. Dopo il match mi sono sentito tanto scosso, perché non avrei mai pensato qualche anno fa di poter raggiungere questo traguardo. Posso dire senza ombra di dubbio che è stato il giorno più bello della mia carriera, e pensare che quest’anno il campionato potrebbe non essere organizzato mi rende molto preoccupato.”

Nel settembre scorso si sono giocate le fasi finali del World Tour a Roma. Quanto pensi che questo evento abbia influito sulla visibilità del beach volley in Italia?

“L’evento di certo è molto bello e attraente, ma presenta delle problematiche. L’organizzazione e la comunicazione sono state troppo frenetiche, e posso dire di non aver condiviso la scelta del posto. Quando manifestazioni di questo genere si fanno a Parigi o Londra vengono allestite strutture all’ombra della Tour Eiffel o lungo il Tamigi; perché noi dobbiamo farlo in un luogo isolato come il Foro Italico? Per carità sicuramente suggestivo e importante, ma si può fare di meglio. Piazza di Siena, Villa Torlonia, le possibilità c’erano e neanche poche. Oltre a ciò non mi è piaciuta allo stesso modo la gestione della pubblicità. Molti ragazzi e appassionati hanno saputo ciò solo tramite le loro società di riferimento, e questo non va bene. Andava fatta una copertura televisiva maggiore, per una competizione mondiale. Il lavoro svolto dalla federazione in termini di presentazione dell’evento di certo non rispecchia l’enorme impegno economico impiegato per regalare agli italiani questo spettacolo.”

Per quanto riguarda la gestione di questo sport nel periodo di stop?

“No qui invece dobbiamo parlare di altro. La federazione ci ha messo molto in difficoltà. Ribadisco il mio pensiero: le questioni sanitarie vanno messe sempre davanti. Il punto è un altro. La FIPAV ha commesso l’errore di rimanere nell’indecisione. Non bisogna per forza mandare dei segnali propositivi di ripresa del gioco, ma non è stato corretto mantenere società ed atleti in un limbo, in cui era difficile organizzarsi. Andavano prese decisioni dirette, anche non in favore della ripartenza. Dal Governo invece siamo stati fortemente delusi. La componente politica ci ha abbandonato del tutto, così come tanti altri sport e settori, non prendendoci in considerazione. Il mondo del beach volley è stato lasciato a se stesso, senza mai venir menzionato. La cosa più grave è che diverse persone grazie a queste attività portano avanti famiglie e vite quotidiane, ma nulla è stato mai deciso prima delle ultime settimane.”

Ringraziamo molto Luca Tomassi per la sua disponibilità, augurando a lui, alla sua società e agli altri atleti azzurri in gara, un grosso in bocca al lupo per la tappa di Lubiana.

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