Sci alpino, 27 settembre 1960: a Gressoney nasceva Leonardo David

Avrebbe compiuto oggi sessant’anni uno dei più grandi talenti che lo sci italiano abbia mai dato alla luce. Uno di quelli capaci, a soli 18 anni, di battere nientemeno che Stenmark. Leonardo David aveva messo, ancora più di quanto già non fosse, la Val d’Aosta sulla mappa dello sci mondiale, partendo da Gressoney alla conquista del mondo. Le prime vittorie a 18 fanno presagire una carriera stellare e il terzo posto a Schladming può solo che confermarne le aspettative.

L’inizio della fine

Tutto stava andando per il meglio, David iniziava ad essere un volto noto in tutto il panorama sportivo e solo una tragedia poteva fermarlo. E’ quello che accade. E’ il 16 febbraio 1979 e durante una manche di discesa libera è protagonista di una brutta caduta. L’impatto è tremendo ma viene sottovalutata l’entità dell’incidente, anche perché c’erano le pre olimpiche negli USA. Durante una prova proprio a Lake Placid un’altra caduta e un’altra botta violenta alla testa.

Leo decide comunque di terminare la gara, ma al traguardo crollerà esanime tra le braccia dei compagni di squadra. Di corsa viene portato all’ospedale dove riescono a salvargli la vita. Ha combattuto per sei lunghi anni in uno stato vegetativo, con la speranza, un giorno, di poter riabbracciare amici e parenti. Questa speranza si spegne definitivamente il 26 febbraio 1985, quando l’angelo azzurro salì in cielo. Verrà raggiunto solamente il 10 marzo di quest’anno da papà Davide, fondatore di quello Sci Club Gressoney Monte Rosa che aveva visto Leonardo mettere gli sci ai piedi la prima volta. Nonostante questo il ricordo di Leonardo David è ancora vivido nei cuori dei tifosi italiani.

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